Trieste Opicina Historic 2017

Dopo aver provato più tipologie di manifestazione, ho deciso per quest’anno di dedicarmi alle gare di regolarità e in particolare all’Alpe Adria Classic Challenge, torneo internazionale composto da sei gare da svolgere in Italia, Austria, Croazia e Slovenia.
Ogni gara comunque mantiene le proprie caratteristiche che la rendono differente dalle altre per prove, ambiente e molto altro.

La prima tappa: la Trieste Opicina Historic

La gara giuliana, svoltasi sabato 1° e domenica 2 aprile, dava la possibilità ai partecipanti del trofeo AACC di partecipare solo alla seconda e ultima giornata, con ovvio risparmio per chi deve sobbarcarsi sei trasferte internazionali.

Il Club dei 20 all’ora ha organizzato una vera festa del motorismo, iniziata molto prima della gara di regolarità che tra l’altro prevedeva la possibilità di partecipare senza però competere nelle prove cronometrate e a media.

 

Piazza Unità

Meraviglioso lo spettacolo nella centralissima piazza Unità la domenica mattina, con dei veri pezzi di storia pronti a marcare il territorio sull’arenaria della più bella piazza del mondo, come si vede dal breve video:

Quindi piano piano tutte le auto si sono messe in movimento, percorrendo la centralissima Trieste fino a passare di fronte al Tribunale, zona in cui parte la rievocazione della Salita dei Campioni.

La Salita dei Campioni

Tutti in fila, i partecipanti della Trieste Opicina Historic hanno atteso il via dato dalla sventolante bandiera italiana, per percorrere la mitica salita dove i protagonisti di un tempo si sfidavano tra le sedici curve e i sei rettilinei eroici piloti cn le oro Abarth, Bugatti e Lotus…

Dopo questa parte, non competitiva, sono iniziate le prime prove valide per la Alpe Adria Classic Challenge: una serie di tratti a media sul carso sloveno, con rilevamento a fotocellula: poche le penalità accumulate, il programma specifico che ho installato sullo smartphone funziona e mi permette di mantenere le medie imposte.

Arrivano le difficoltà

Dopo la sosta e il riordino, sono iniziate le prove più dure, quelle cronometrate con pressostato, che abbiamo continuato ad affrontare con un cronometro rattrappante installato sullo smartphone del mio navigatore e un bigliettino con i tempi delle singole prove.
Alla difficoltà della strumentazione di fortuna questa volta si è aggiunta la difficoltà di dover affrontare prove cronometrate lunghe, con il navigatore doppiamente impegnato a seguire le varie indicazioni da seguire sul roadbook tenendo in mano lo smartphone avendo cura di prendere i tempi…
Qui iniziamo a pagare penalità su penalità, causa errori di percorso e tempi presi male…

L’arrivo

La classifica finale ci vede nuovamente fra gli ultimi posti, ma ci consoliamo sapendo che stiamo accumulando esperienza e che qualcosa bene, a ogni gara, la facciamo.

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